"Buonasera Professor Banzola,
lo sa, stasera col mio ragazzo ho assistito ad un vero e proprio evento: per Natale, i nostri amici ci hanno regalato 2 biglietti per lo spettacolo che Roberto Benigni ha portato oggi al palafiera; ha recitato, prima spiegandolo a metà tra il serio e il faceto, un canto della Divina Commedia di Dante, il V° dell'Inferno, quello dedicato a Paolo e Francesca. Beh, è stata una vera meraviglia. Il modo in cui ha spiegato l'inizio della Divina Commedia, i sentimenti che possono aver portato Dante a scrivere questo testo che sta alla base della nostra cultura, la semplicità con la quale ha cercato di trasmettere a noi ascoltatori la sua passione verso questo grande letterato e ciò che lo ha animato mi hanno lasciato senza parole. Sembrava un professore difronte ad un'attenta classe di alunni smaniosi di cultura, che pendevano dalle sue labbra. Ed io più che mai così mi sono sentita, anzi, a volerla dire tutta, man mano che passavano i minuti e mi perdevo nelle sue parole mi trovavo in una dimensione lontana...La testa si è trovata in un'aula, la mia aula, 8 anni or sono, e le parole non uscivano più dalla bocca di quest'attore formidabile, ma da quella di un personaggio altrettanto formidabile: il mio professore di italiano, che con la stessa verve e contemporaneamente la stessa chiarezza e soprattutto passione cercava di trasmetterci l'amore che stava dietro a quei versi. E sinceramente non so se sto facendo di più un complimento a lei, caro prof, paragonandola a Benigni, o a lui che ha usato, spesso e volentieri, gli stessi metodi, le stesse similitudini, la stessa tenacia che utilizzava lei con noi. Ed è inutile negare che un sorriso spontaneo mi è uscito quando, nel corso della serata, l'eclettico toscano ha citato "BIONDO ERA E BELLO", quel libro che ha fortemente voluto noi leggessimo, imparassimo a memoria come fondamentale per riconoscere il genio di Dante. Ma è stato solo uno dei motivi che mi hanno fatto sorridere, uno dei mille ricordi tornati alla mente in questa serata di sottile ironia e altissima cultura.
Lo spettacolo si è concluso con la recita mozzafiato di questo canto, e devo dire che veramente ho ascoltato ogni sillaba cantata trattenendo il respiro. C'era un'aria magica, che hanno respirato quasi in 6.000. Alzandomi per la standing ovation alla fine della manifestazione, ad essere sincera l'ho cercata tra la folla. Ogni volto, o ogni nuca rotonda che vedevo, mi sembrava essere la sua. C'è voluto un attimo per ricordarmi che a questa serata lei non c'era sicuramente, ma non si preoccupi caro prof, l'applauso a Benigni l'ho fatto io anche per lei, perchè sono sicura che avrebbe veramente apprezzato questo spettacolo!
Con affetto, Sara"





