PREMESSA: IN QUESTO POST NON CI SONO RIFERIMENTI A PERSONE SPECIFICHE; NON VOGLIO CREARE CASINI O LANCIARE FRECCIATE A NESSUNO; SONO SOLO PENSIERI SPARSI CHE PARTONO DA A, ARRIVANO A Z FACENDOSI TUTTO L'ALFABETO DA SOLI. QUINDI CHE NESSUNO SI SENTA DIRETTAMENTE CHIAMATO IN CAUSA PERCHE' L'INTENTO NON E' ASSOLUTAMENTE QUESTO.
25/03/2008 H. 23.30
Tutta sera a rimuginarci su, a pensare a queste frasi che, finalmente, riesco a metter giù. Uno sfogo su carta, per tanti motivi, primo fra tutti il NON tempo di stare al pc. E poi il provare a dimenticare, per un momento, che tutto ciò arriverà sulle mie pagine virtuali, sotto gli occhi di tutti, di chi mi conosce e di chi no, di chi sa di cosa parlo e di chi solo prova ad intuirlo. Non è un rinnegare il mio blog, che amo anche se lo trascuro spesso; è solo che nell'ultimo periodo, a volte, mi sta un po' stretto. Non mi sento libera di sfogarmi del tutto per paura, tanto che a volte mi è balenato in testa di aprirne un secondo anonimo, dove nessuno mi conosce. Pensieri sparsi che nascono dalla mia inquietudine di questi giorni, a volte malcelata, a volte fin troppo evidente, comunque che sicuramente c'è, inutile negarlo. Perché? Mah! Credo, fondamentalmente, che il problema sia in me stessa, nel mio non riuscire ad essere contenta; nell'ultimo post ho scritto una frase: "l'erba del vicino è sempre più verde" ed è proprio così che mi sento, il mio caratteraccio ultimamente sta facendo in modo che io non sappia accontentarmi, più o meno mai. A volte penso che sarebbero utili delle sedute dallo psicologo, per aiutarmi a superare le mie barriere mentali, le mie incertezze, insegnarmi che non posso e non devo riporre aspettative negli altri e tantomeno posso e devo star male quando vengono vanificate. Mi piacerebbe capire di più di me stessa e di quel contorto marchingegno che ho nella testolina, cambiare quei comportamenti che fan sì che spesso e volentieri io venga fraintesa dalle persone che mi stanno accanto, se non da tutte da molte. Una volta, ci può stare, due cominciano già ad essere troppe, alla terza scattano le paranoie pure. Qualcosa dentro di me non va, c'è un lato di me che probabilmente non sa stare al mondo e non si sa far capire; però non riesco a non pormi la domanda del perchè solo io mi pongo questi dubbi e il resto delle persone invece non sa cosa sia l'autocritica. I miei difetti son talmente tanti che la lista sarebbe sconfinata; non altrettanto i pregi, a maggior ragione considerando che raramente vengono sottolineati, al contrario dei primi. Fa parte del gioco, e ci sta; l'errore è dentro me che invece ho continuamente il bisogno di sentire dagli altri che valgo qualcosa. Autostima..... il problema è sempre lì, ma a questo punto credo non solo. Sento la necessità di ricevere quanto dò e in un modo che io possa comprendere, chiaro e limpido, senza dover interpretare fatti, parole e atteggiamenti. So che è sbagliato, so che sono incontentabile: voglio fatti e parole, dove c'è uno mi piacerebbe avere anche l'altro, dove c'è l'altro pretendo anche il primo. E non funziona così, lo so. Ma non riesco ad impedirmi di star male. Che casino. E poi mi piacerebbe evitare di correre nei pensieri molto al di là del momento, mi piacerebbe evitare di fare associazioni indebite che da una cosa mi portano all'altra facendomi spaccare la testa per problemi che in questo momento non ci sono e non si sa se e come si verificheranno. Vorrei vivere con un po' di calma in più, vorrei, vorrei.... tante, troppe cose, ed ecco che torna il mio lato incontentabile.....
E in tutto ciò la vita scorre intorno a me e mentre sono qua a tirarmi tutte queste assurde menate dopo aver trascorso la mia giornata di vacanza in ufficio a dare una mano, un giovane muore su una montagna, un'anziana si lascia andare pensando a chi non c'è più anzichè a chi cerca di aiutarla, qualcuno fa progetti per il futuro e bimbi crescono o stanno per essere messi al mondo. Nella stessa frazione di secondo avviene qualunque cosa, questa è la vita.




periodo post-tesi è stato caratterizzato da un po' di sgnagnera qua e là (avessi potuto, avrei scritto un post il cui titolo avrebbe recitato più o meno "l'erba del vicino è sempre più verde"), tante corse come sempre e soprattutto, come da titolo, la ripresa delle mie "letture impegnate". Uno dei miei passatempi preferiti è quello di leggere, in particolare gialli, e avendo finito di studiare finalmente ho potuto riprendere questa sana abitudine. Sotto le mie grinfie è finito "il miglio verde" di Steven King, sotto consiglio del mio amico Paolone. Io il film non l'ho mai visto, e secondo lui era meglio, prima, leggere questo romanzo e così ho fatto. Beh, più o meno me ne sono innamorata, e ogni momento libero della mia giornata è strascorso divorando le pagine che mi hanno portato, ieri sera, alla fine della storia. A dir la verità triste, ma veramente bella.


